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martedì 28 agosto 2018

Comandi Campagnolo Bullet 1991 [classic]



Tutti gli appassionati di bici identificano il marchio Campagnolo, come uno tra i preferiti degli stradisti di tutto il mondo, professionisti compresi. L’elevato livello tecnologico, innovativo, nella scelta dei materiali e nella prestazione pura hanno reso questo marchio uno tra i più apprezzati nel mondo delle bici da corsa.



Cosa per nulla facile data la concorrenza dello storico marchio giapponese Shimano, a cui si aggiunto negli ultimi decenni il marchio americano Sram.

Tuttavia pochi sanno e altrettanto pochi ricordano che Campagnolo ci provo anche nel mondo della mountain bike. Ma fu un’apparizione fugace.
Dobbiamo fare un salto temporale all’indietro di 30 anni. Sulla fine degli anni Ottanta la mountain bike era appena “sbarcata” nel vecchio continente e i produttori delle prime mountain bike italiane dovevano allestire le loro bici a ruote grasse. Paradossalmente i marchi che fornivano gruppi per mountain bike erano parecchi e i principali erano Shimano, Suntour e Sachs.

Fu così che nel 1989 a questi marchi si aggiunse il marchio italiano Campagnolo. Uscì subito con un gruppo top di gamma, denominato “Euclid”, a cui si aggiunse un altro gruppo di livello più basso il “Centaur” e poi l’ “Olympus” di livello intermedio tra l’Euclid e il Centaur. E poi ancora arrivarono il “Record OR” e l’”Icarus”.
Qui sotto il gruppo Centaur.


Ma per venire al succo di questo articolo Vi voglio mostrare un componente molto particolare prodotto all’epoca dal marchio vicentino e mi riferisco ai comandi cambio rotanti Bullet (per il cambio posteriore ed il deragliatore).




Vennero introdotti nel 1991 e affiancavano i comandi cambio classici dell’epoca (a levetta sopra manubrio).

Va precisato che i comandi rotanti non erano certo una novità, in quanto l’americanissima Sram stava già proponendo dei progenitori del divenuto poi famosissimo modello “Grip Shift”, ma è interessante qui vedere l’interpretazione italiana di tale componente.

Oggi giorno i comandi rotanti contano numerosi estimatori, che prediligono assolutamente il comando rotante rispetto ai classici comandi Shimano a levette (o rapid-fire).

Ed alcuni vantaggi dei comandi rotanti rispetto ai comandi rapid-fire sono innegabili, in particolare tra i principali vantaggi il minor peso e la maggior velocità di cambiata.

Questi comandi cambio avevano una trasmissione era 3 x 8 (8 rapporti al posteriore e 3 all’anteriore).

Ora a chi conosce bene i comandi rotanti in generale, appare subito evidente che il modello proposto da Campagnolo presentava tuttavia un’evidente limite: mi riferisco al fatto che per cambiare rapporto l’intera manopola ruotava. Escluse le persone che usano la mtb per andare solo in ciclabile e per quanto forcelle e gomme possano aiutare, chiunque pratichi la mtb in modo serio conosce i notevoli sobbalzi e scossoni che qualsiasi pilota subisce in fuoristrada.

Infatti gli attuali comandi rotanti (per esempio della Sram) occupano circa poco più di un quarto della parte manubrio da impugnare, i restanti 3/4 sono occupati da una manopola fissa.

Perciò è facilmente intuibile che non aver almeno una parte di manopola fissa, può diventare molto poco pratico in caso di utilizzo intenso della mtb.

Va pur sempre detto che all’epoca erano altri tempi. In quel periodo tutti i marchi sperimentavano nuove soluzioni e non poche di queste nuove soluzioni furono ben presto abbandonate: un esempio tra tutti i freni di tipo U-brake (vedi foto sotto).


Cosa concludere?

Ancora una volta va dato atto a Campagnolo della sua enorme voglia di sperimentare nuove soluzioni, ricordiamoci che questo glorioso marchio ha inventato per primo il cambio posteriore a parallelogramma, (che tutt’oggi noi usiamo in bdc e in mtb) e lo sgancio rapido per le ruote.

E possiamo solo fantasticare su come sarebbe il mondo della mtb oggi, se Campagnolo fosse rimasto nell’offroad …

Buone pedalate.



4 commenti:

  1. E' si, Il signor Campagnolo e stato un personaggio molto importante per il ciclismo . Il marchio Huret e poi Campagnolo inventavano il cambio a parallelogramma che tuttora usiamo.

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    1. Concordo anch'io con te.
      Peccato Campagnolo non abbia continuato con la mountain bike,ma d'altronde la scelta di puntare solo sulla bici da corsa alla fine è stata la migliore.

      Un cordiale saluto.

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  2. È appena stato presentato il nuovo cambio 11velocità per uso gravel. Che Campagnolo stia rientrando nel mondo delle ruote grasse?

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    1. Ciao. Non seguo il mondo della bdc, né della gravel, ma dubito che voglia rientrare nel mondo della mtb. Purtroppo il "treno è stato perso" quasi trent'anni fa. Rientrare ora la vedo dura. Dopo vabbè tutto può essere, imho.
      Buona pedalate.

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